Venerdì 2 Novembre 2007...12:42 pm

L’uomo ai tempi della Pangea

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“1492, war in Pangaea”. Grande successo mondiale del libro di Josh Emerald.

Cosa sarebbe successo se l’uomo avesse iniziato la sua storia 250 milioni di anni fa, quando esisteva il supercontinente detto Pangea? Più in particolare, come si sarebbero sviluppata l’agricoltura, la scienza, la politica internazionale in una situazione del genere? Come sarebbe il mondo oggi?

Sono queste le domande di cui Josh Emerald tenta di immaginare le risposte nel suo ultimo romanzo, ancora inedito in Italia, “1492, war in Pangaea”, che sta avendo un successo enorme, e non solo tra gli appassionati dell’ucronia, ossia della “storia fatta con i se”.

L’anno che dà il titolo al romanzo è significativo: nel nostro mondo corrisponde alla scoperta dell’America, mentre nel mondo della Pangea corrisponde alla scoperta…. dell’altro emisfero! Emerald ha infatti immaginato che proprio nel 1492 si sia avuto il primo contatto tra i due emisferi della Pangea (australe e boreale) separati da millenni da una catena montuosa altissima (il sistema erciniano, che si estendeva intorno all’Equatore) e da due deserti sterminati (uno a nord e l’altro a sud dell’Equatore).

Questa situazione geografica ha inciso molto sullo sviluppo agricolo, sociale e politico dei due emisferi: le grandi pianure temperate hanno permesso la nascita dell’agricoltura e dell’allevamento in entrambi gli emisferi (seppur basandosi su specie diverse) e le vicissitudini storiche (riportate nel romanzo) hanno portato alla formazione di due stati, lo stato dell’emisfero nord e quello dell’emisfero sud, entrambi molto avanzati tecnologicamente e i cui nomi, nelle lingue locali, significano entrambi “mondo”.
Josh Emerald racconta quindi la reciproca scoperta dei due popoli, gli incidenti economici, culturali e la guerra che ne conseguirà fino a una scoperta che cambierà le sorti di un’umanità fino ad allora divisa.

Il libro ha ricevuto i complimenti degli scienziati e dei geologi riguardo alla ricostruzione della Pangea, mentre ha ricevuto accuse di razzismo in quanto tutti gli abitanti della terra sono immaginati di razza bianca. A quest’accusa Emerald ha ribattuto: “ho soltanto immaginato che gli uomini fossero nati nelle zone temperate, senza che si sviluppassero i caratteri fenotipici di quella che viene chiamata razza nera”.

Un accusa che comunque non cancella il messaggio di pace contenuto nella parte finale del libro, un libro che fa riflettere su come la natura e l’ambiente possano influenzare lo sviluppo umano, anche se sembra che caratteri più negativi della natura umana permangano nonstante tutto.

Autore: Mr.Sullivan Pubblicato da: Oyasuminasai

2 Commenti

  • è una bella trovata peccato ci siano delle imprecisioni,del tipo che la pangea occupava l equatore per intero e si spingeva nell emisfero nord.
    1)Quindi la razza nera sarebbe dovuta essere la protagonista,se poi si considera che le teorie evolutive prevedono che il 1 uomo sia nero e poi si sia schiarito….
    2)La nazione dell’emisfero sud sarebbe stata MOLTO MOLTO MOLTO piu piccola di quello nord.
    Nonostante ciò mi mette curiosità questo libro!

  • mi sa che dovresti scriverlo davvero!
    è un’ idea davvero intrigante!… però ” allungamento del pene, fantapolitica, pangea, politica internazionale, tette, ucronia, vagina profonda” ????


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