Approfittando della nuova legislazione, in Olanda si produce cannabis con l’energia solare.
AMSTERDAM – OLANDA. Una combinazione di due nuove leggi riguardanti la produzione di cannabis e l’incentivazione dei pannelli fotovoltaici ha fatto fiorire, letteralmente, la coltivazione in serra dell’ “erba” nei famosi coffee-shop olandesi.
Il Parlamento olandese ha infatti recentemente approvato un importante emendamento della “opiumwet” ossia la legge che regola le pene per la produzione, possesso, spaccio e consumo di droga.
L’emendamento stabilisce che i coffee shop (i locali in cui è possibile consumare hashish e marijuana) hanno la possibilità di produrre cannabis, a condizione che si tratti di auto-produzione: i coffee shop hanno infatti la possibilità di vendere soltanto la cannabis prodotta su terreni di loro proprietà. Siamo quindi di fronte a una svolta epocale: fino ad oggi la produzione di cannabis era assolutamente vietata e perseguita dalle forze dell’ordine, mentre è permesso il consumo nei coffee shop di una quantità non superiore ai 5 grammi di hashish.
È singolare che uno dei sostenitori di questo emendamento sia proprio il capo della polizia olandese: Jan Klaas Van der Brucke. «Vogliamo separare il mercato olandese di hashish e marijuana da quello europeo e intercontinentale, e siamo convinti che questa legge ci aiuterà ad ottenere questo obiettivo. Se ogni coffee shop riuscirà a produrre una quantità tale da soddisfare la sua domanda giornaliera, sarà più semplice per la polizia intercettare i flussi illegali della droga, leggera e pesante, da e verso l’Olanda.»
Il fatto che i proprietari di coffee shop debbano essere anche proprietari terrieri poteva rivelarsi un ostacolo, visti i costi di gestione di una piantagione, ma non è stato così. Alcuni gestori di coffee shop hanno approfittato di un’altra legge dell’ordinamento olandese: quella sull’incentivazione dell’energia solare.
Secondo questa legge è possibile installare pannelli fotovoltaici a prezzi incentivati oltre alla possibilità di immettere in rete, remuneratamente, l’energia consumata. Molti coffee shop hanno approfittato di questa legge per installare serre alimentate da potenti lampade in modo da poter auto-produrre, in casa o nel coffee shop, la merce per i loro clienti. Mark Balkensee, un proprietario di coffee shop, spiega: «Con i guadagni che otteniamo, ammortizzeremo l’investimento in massimo tre anni e i clienti sono contenti perché si fidano di più dei nostri prodotti. Abbiamo installato una mini serra proprio nella vetrina del nostro coffee shop e i clienti si divertono a vedere come le piantine crescano ogni giorno i più, e con le varietà che coltiviamo in meno di due mesi possiamo avere il raccolto e venderlo direttamente dal produttore al consumatore.»
L’Olanda quindi continua ad essere un caso di scuola per quanto riguarda la materia della legislazione sugli stupefacenti. Nei prossimi anni si vedrà come saranno strutturati i flussi del traffico di droga e se, come si auspica la polizia, l’Olanda rimarrà fuori da questi traffici.



2 Commenti
Domenica 20 Gennaio 2008 alle 10:39 pm
E’ comunque un passo avanti. Io personalmente non faccio uso di questa roba. In nei coffè shop una persona è più tutelata in questa maniera, a differenza di chi compra l’erba per strada da un marocchino.
Lunedì 21 Gennaio 2008 alle 12:43 pm
Io penso sia una buona idea, e la estenderei anche a papaveri e foglie di coca. Proporrei coltivazioni biologiche, unite a quest’ uso di fonti rinnovabili per incentivare il turismo dei fricchettoni. Bella Olanda, soprattutto per il “pompino dopo una canna”