Lunedì 25 Febbraio 2008...4:41 pm

La verità sul “correre da soli”

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Casini: «Correrò da solo»

MASTELLA HA DECISO: CORRERO’ DA SOLO

Tabacci e Baccini: “correremo da soli”

Queste sono solo alcune delle farneticanti dichiarazioni che i sedicenti leader politici rilasciano a ogni piè sospinto ogni singolo giorno di campagna elettorale.
Il fatto di correre da soli, viene raccontato dai giornalisti come un “atto di coraggio”, per “non volersi schierare in questa politica delle barricate” ma in realtà, quante possibilità hanno Casini, Tabacci, MASTELLA, di diventare veramente premier? Zero.

In realtà, correre da soli serve soltanto a lasciarsi le mani libere nel periodo successivo alle elezioni. Il pensiero dei tre leader centristi è questo: “Siccome nè Veltroni nè Berlusconi hanno la possibilità di diventare premier alla guida del loro singolo partito, noi saremo lì a chiedere loro un’alleanza, così entriamo nel nuovo governo come peso determinante e riusciremo anche a minacciare di farlo cadere se non accontentano le nostre misere richieste.”
In pratica si comporteranno come i partiti minori della prima Repubblica (Repubblicani, Liberali ecc) che facevano sempre parte del governo anche se non contavano niente a livello numerico.

Un’altra cosa: prima dello scioglimento delle Camere c’era in progetto un referendum sul’abolizione di alcuni punti della legge elettorale (la Porcata di Calderoli). Questo progetto non era vista di buon occhio dai partiti. Scendiamo nel dettaglio.

La legge porcata stabilisce un premio di maggioranza alla Camera e al Senato per il partito o per la coalizione che avesse ricevuto più voti. L’approvazione del referendum avrebbe stabilito che il premio di maggioranza sarebbe andato solo al partito più votato, senza badare alle coalizioni, e i partiti protestavano per questo fatto.
Ora però, in pratica ogni partito sta “correndo da solo”. Anche se la legge è rimasta inalterata, nella pratica succederà che il partito più votato otterrà il premio di maggioranza, gli stessi risultati del referendum quindi.

E allora perchè i partiti ce l’avevano così tanto contro il povero referendum? Forse per questo. Il terzo quesito del referendum intende cancellare la possibilità per il candidato eletto in più circoscrizioni di optare per uno dei seggi ottenuti, consentendo ai primi dei non eletti di subentrargli. Grazie a questo meccanismo, nell’attuale legislatura un terzo dei parlamentari è stato scelto, dopo le elezioni, sulla base delle decisioni di chi era stato eletto. Se passerà il quesito referendario verrà abrogata la possibilità di candidature multiple alla Camera e al Senato che sono uno specchietto per le allodole per gli elettori, visto che il primo nome della lista è quello del leader, e inoltre è un meccanismo per il leader di avere un’elezione assicurata.

Stay in bell! (State in campana!)

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