Introduzione a quello che state per leggere
Dopo una lunga pausa estiva ho deciso di iniziare a scrivere una serie di post riguardanti dei “mercati particolari” (un modo simpatico di distinguerli dai “mercati generali)” di cui mi sembra interessante occuparmi per varie ragioni: i beni che si scambiano; il giro d’affari che generano; gli interessi che possono esserci dietro; quei particolari valori/sentimenti umani che generano la domanda dei beni scambiati sul mercato; l’appeal esercitato sull’immaginario collettivo; la particolare regolamentazione giuridica di cui possono essere oggetto (non parlerò quindi solo di mercati illegali o legali ma considerati immorali).
In ogni articolo mi occuperò di un certo mercato cercando di approfondirne i diversi aspetti.
Ecco il primo articolo riguardante…
Il mercato dei furti d’arte.
“Quel quadro sarà mio! Huhuhuhuhuhu!„
- Lupin III
Il tipo di bene, la domanda e l’offerta.
Il furto d’arte è il furto di un particolare bene che è l’opera d’arte, frutto dell’ingegno di un artista e molto spesso patrimonio dell’umanità.
La domanda di furti d’arte può essere diretta, da parte di qualche collezionista (furto di commissione). In questo caso però si può dire che sia l’offerta a creare la propria domanda: la maggior parte dei furti d’arte sono infatti compiuti da o per conto di organizzazioni criminali (mafie, tanto per essere chiari) che si occupano poi di rivendere le opere d’arte a case d’aste o collezionisti inconsapevoli dell’origine criminale dell’opera (il ricchissimo e cattivissimo collezionista che assolda la Banda Bassotti per rubare la Venere del Botticelli o il Lupin che insieme a Jigen e Goemon rubano per tornaconto personale sono qualcosa di sempre meno attuale e reale).
Il ricavato dei furti d’arte va a finanziare altre attività illegali delle mafie, che saranno oggetto di prossimi articoli (traffico d’armi, droga).
Il giro d’affari
Il business dei furti d’arte non ha una valutazione ben precisa. L’INTERPOL lamenta infatti una mancanza di statistiche ufficiali da parte della maggior parte dei suoi membri (su 186 paesi, solo 60 inviano informazioni sui furti d’arte). Un altro elemento di inesattezza è il fatto che solo alcuni furti d’arte vengono scoperti: di molti non si sa nemmeno che avvengono (basti pensare al fenomeno degli scavi archeologici clandestini, dei “tombaroli”, diffusissimo in Italia).Ci basiamo quindi solo su stime quando diciamo che il giro d’affari generato dai furti d’arte va dai 2 ai 6 miliardi (Miliardi = 2.000.000.000 – 6.000.000.000) di dollari americani. Non sembrano comunque noccioline, considerando il fatto che è il terzo mercato illegale per dimensione del giro d’affari (dopo armi e droga).
Approvvigionamento e sbocco
La maggior parte dei furti d’arte avviene in musei e chiese, soprattutto in paesi ricchi di patrimonio culturale come Italia, Francia, Germania, semplicemente entrando, forzando qualche lucchetto e arraffando. Le opere finiscono poi in case d’asta internazionali o nel mercato nero dell’arte che ovviamente si sviluppa in ogni luogo in cui si concentra la ricchezza.
Regolamentazione giuridica
I furti d’arte sono illegali, se non altro perché sono furti. L’INTERPOL lamenta la scarsa introduzione di leggi che proteggano i patrimoni culturali nazionali e l’implementazione di sistemi di catalogazione (anche on line) delle opere d’arte, nonché la mancanza di corpi dedicati esclusivamente ad indagare sui furti d’arte. Basti pensare che l’FBI contra 13 (!) agenti speciali sui crimini d’arte internazionali e interni agli USA. Per quanto riguarda l’Italia, è presente un Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale che, nel 2007, ha sequestrato beni per un valore di 83 milioni di euro e ha recuperato 95.000 opere d’arte rubate.
Da segnalare poi l’impegno di ARCA (Association for Research into Crimes against Art) che si propone come il primo think tank/ gruppo di ricerca sui furti d’arte, con ricerche empiriche sul fenomeno, presentazione di pubblicazioni e conferenze, sensibilizzazione sull’adozione di specifiche regolamentazioni giuridiche. ARCA è stata fondata da Noah Charney, uno studioso a metà fra lo storico dell’arte e il criminologo, che ha studiato l’evoluzione del furto d’arte, oltre a scrivere romanzi riguardanti questo mondo (come “La donna del collezionista”).
Appeal sull’immaginario collettivo e interessi alla base del mercato
Sui furti d’arte esistono numerosi film e, appunto, romanzi senza contare il mito animato di Lupin III, riscoperto negli ultimi anni dalla moda e il grande scalpore che provocano le notizie dei grandi furti d’arte come quello dell’Urlo di Munch. Credo che il ladro d’arte abbia un fascino che è effettivamente immeritato visto quello che c’è dietro i furti d’arte. Un mercato che nasce dal desiderio di avere per sé quello che dovrebbe essere a disposizione di tutti e che finisce per finanziare ben altri interessi.
Fonti
Per scrivere questo articolo mi sono abbeverato a:
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Il sito dell’Interpol – sezione furti d’arte http://www.interpol.int/Public/WorkOfArt/Default.asp
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Il sito dell’FBI – sezione furti d’arte http://www.fbi.gov/hq/cid/arttheft/arttheft.htm (entrambi i siti contengono la lista dei capolavori rubati più ricercati)
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Il sito dell’ARCA http://www.artcrime.info/
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Intervista a Noah Charney http://www.infinitestorie.it/frames.speciali/speciali.asp?ID=687
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Articolo del sole 24ore http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/01/furti-arte-2007.shtml?uuid=87fe0c7e-c500-11dc-aad3-00000e251029&DocRulesView=Libero



1 Commento
Lunedì 15 Settembre 2008 alle 12:34 pm
[...] Original post by Oyasuminasai [...]